Cosa fa un dentice durante un anno intero?

Quante volte vi sarete chiesti cosa farà un dentice durante un intero anno? Da pescatori in apnea sappiamo benissimo quale è la stagione e le condizioni migliori per incontrarli e quindi tentarne la cattura, ma la nostra conoscenza è limitata al tempo che passiamo in acqua. La scienza ha da poco soddisfatto questa nostra perenne curiosità, almeno in parte. In un recentissimo studio pubblicato sulla rivista scientifica Scientific Report, un gruppo di ricercatori spagnoli si è avvalso di un sistema di telemetria acustica per studiare gli spostamenti verticali dei dentici nei pressi dell’area marina protetta delle isole Medes. Tra il 2007 ed il 2008 un totale di 12 dentici (con una lunghezza tra i 42-65 cm) sono stati pescati, anestetizzati, gli è stato poi impiantato nella cavità peritoneale un piccolo (6.5 g) trasmettittore acustico e sono stati rilasciati in mare nei pressi del luogo della cattura. Ognuno dei trasmettitori acustici emette una frequenza unica che viene poi registrata dalla rete dei 17 ricevitori installati intorno all’area marina protetta. Qui di seguito potete vedere la media dei movimenti verticali dei 12 dentici (figura c e d).

Nel grafico in basso a sinistra (c) la media dei movimenti si riferisce a 3 esemplari nei quali è stato installato il ricevitore nel mese di luglio 2007, mentre sulla destra in basso (d) è rappresentato il movimento di 9 dentici nei quali il trasmettitore è stato installato nel mese di febbraio 2008. La linea nera rappresenta il termoclino, mentre i diversi colori rappresentano la percentuale di presenza dei dentici ad una determinata profondità. La prima differenza evidente tra questi due gruppi di dentici è chiaramente il fatto che il gruppo di 3 individui di sinistra staziona mediamente tra i 5-30 metri, mentre il gruppo di destra staziona mediamente tra i 20-45 metri. Il termoclino influenza maggiormente il movimento verticale del gruppo dei dentici che stazionano più profondi, ma quando il termoclino sprofonda oltre i 45 metri i dentici non lo seguono. Il gruppo di sinistra non mostra la stessa preferenza per il termoclino, ma si può notare una chiara preferenza delle batimetriche più basse da aprile fino a settembre.

Infine nella tabella sottostante si possono vedere dei parametri riassuntivi del comportamento di ogni singolo dentice. In particolare è interessante vedere come i dentici con ID 33, 42 e 45 siano gli esemplari con una più alta percentuale di escursioni al di sotto del termoclino (ultima colonna sulla destra) durante la stagione estiva.

Questo studio insieme a molti altri pubblicati recentemente stanno rivoluzionando la conoscenza sul comportamento animale, in particolare degli organismi acquatici. Parte delle informazioni riportate erano gia nel bagaglio di conoscenza del pescatore in apnea, ma questo tipo di tecnologia offre l’opportunità di seguire un singolo individuo durante un periodo lungo di tempo e poter discriminare, come abbiamo visto in questo studio, tra le varie strategie individuali all’interno della stessa specie. Quali sono le ragioni ecologiche ed evolutive che portano i dentici a comportarsi in maniere cosi differenti? Questa è solo una delle domande che scaturiscono da questo interessantissimo studio, e chissa se nel futuro la collaborazione tra il pescatore in apnea e il mondo scientifico non possa risolvere alcuni degli interrogativi sull’ecologia dei dentici e magari di altre specie. I pescatori in apnea passano una grande quantità di ore in acqua, sviluppando un’approfondita conoscenza sull’ecologia ed etologia di molte specie marine. Per questo sarà fondamentale stabilire un legame tra la pesca in apnea e la scienza al fine di trasformare questa conoscenza in dati scientifici e contribuire alla comprensione dell’ecosistema marino.

Le figure qui rappresentate provengono dal seguente articolo:

Aspillaga, E., F. Bartumeus, R. M. Starr, À. López-Sanz, C. Linares, D. Díaz, J. Garrabou, M. Zabala, and B. Hereu. 2017. Thermal stratification drives movement of a coastal apex predator. Scientific Reports 7:526.

La versione pdf dell’articolo originale è scaricabile al seguente link.